RASSEGNA STAMPA

 

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  08 Marzo 2002

 

 

  07 Marzo 2002

 

 

  02 Giugno 2000

 

 

  Giugno 2000
OggiSicilia
- Cronaca di Trapani - giugno 2000
Dopo il successo ottenuto dal corpo di ballo Dance Works al teatro Rivoli

MAZARA. - Dopo il grande successo che la Dance Works ha ottenuto il 16 Aprile al teatro Rivoli, dove ha debuttato portando in scena lo spettacolo di danza contemporanea "Dance Café Theatre", il Corpo di ballo è stato contattato per una tournée che inizierà il 25 giugno prossimo e che dovrebbe toccare le piazze più prestigiose della Sicilia. "Questo spettacolo - spiega Carla Favata, regista e coreografa - non vuole essere niente di più che una pausa, un intermezzo, dove il pubblico si siede, e si delizia con un buon .caffè sorbito a tempo di musica e di danza, contemporanea e d'avanguardia. In questo spettacolo - contìnua - lo spaccato che emerge è quello di gente comune che si rilassa cercando di dimenticare la monotonia della vita quotidiana ed il lavoro stressante di ogni giorno, facendo sport, ascoltando musica, leggendo un libro o un giornale, facendo shopping, o magari accontentandosi di un semplice caffè da gustare nell'atmosfera magica di un teatro". In questa tournée la Dance Works sarà affiancata da una nota azienda produttrice di caffè che con lo spettacolo cercherà di promuovere la sua immagine per il 2000. Lo spettacolo che ha trovato il gradimento ed il favore del pubblico per la sua originalità, ha mostrato ancora una volta la capacità della " Dance Works" di anticipare le mode e proporre nuovi indirizzi artistici. Particolarmente apprezzate le musiche scelte da Carla Favata ma opera di Rene Aubrì. Lo spettacolo è stata patrocinato dall'Assessorato alla cultura di Mazara del Vallo, sempre attento a sostenere tutte le iniziative di gruppi locali capaci di promuovere, sia in campo nazionale che internazionale, l'immagine del territorio di origine aumentandone ed accrescendone conoscenza e prestigio.

 

 

  2000
LA SICILIA
- Trapani provincia - anno 2000
"Mazara d'a...mare", pièce in piazza sul filo rosso di una storia millenaria

MAZARA - "Un omaggio alla nostra città". È quanto sottolineato dai tre ideatori dello spettacolo "Mazara d'a... mare" che andrà in scena lunedì. Sono stati Maria Pia Sam-martano, Carla Favata e Angelo Villani a rappresentare ieri il team dell'associazione culturale "Moto perpetuo" che porterà in scena un lavoro insolito ed o-riginale. Un florilegio di danza, musica e poesia arricchito dalla proiezione di filmati sul palcoscenico cittadino di piazzale Quinci a partire dalle 21. Un palcoscenico che, non a caso, vedrà protagonista il peschereccio "Capitan Ciccio", il natante che il 5 marzo '98 recuperò nel Canale di Sicilia il "Satiro danzante". Ed è proprio il "Satiro" uno dei punti centrali della rappresentazione che si articolerà attraverso i giochi dei gesti delle ballerine, dell'atmosfera evocativa procurata dai colori, dalle musiche e dalle immagini. "Tra le reti aggrovigliate la figura ambigua ed intrigante del satiro" si ergerà, quasi "volesse con la sua danza brillare di nuova luce", dice la Favata. Un ritrovamento, infatti, vissuto dalla comunità ma-zarese come un momento dal quale "ripartire". "Mazara deve svegliarsi - ha sottolineato Maria Pia Sammartano - partendo dalla riflessione sui sentimenti autentici delle gente che vive in cittadine di mare. Il Satiro è un regalo, un momento di rilancio da cui partire. 11 filo rosso è la storia dei mazzaresi e del loro rapporto con il mare". Un mare che produce ricchezza, ma che provoca anche lacrime di dolore. Da qui i personaggi, ora giocosi ora tristi, che rappresentaranno lì, sul palcoscenico, i sentimenti: il pescatore e il peschereccio come momenti di sfarzosità, il mercato del pesce come vitalità, il corallo come albero della vita, la perla come riflessione sulla nascita e, infine, la spugna come simbolo di quelle madri che "assorbono" il dolore per la perdita di uomini e figli che il mare ha tratto a sé. Un palcoscenico animato da movimenti che, simbolicamente, si aggroviglie-ranno tra voli di gabbiani, valve di conchiglia e ali di uno stormo di gabbiani.
Caterina Mangiaracina

 

 

  2000
OggiSicilia
- Cronaca di Trapani - anno 2000
'Mazara d'... mare", la storia della città apre la rassegna di manifestazioni estive
INIZIATIVE. Lo spettacolo dell'associazione "Moto perpetuo" trae spunto dal recupero del Satiro

MAZARA - Uno spettacolo che ha per protagonisti il Satiro danzante e Mazara del Vallo, con la sua storia e le sue tradizioni marinare, inaugurerà lunedì prossimo, alle 21, la rassegna di manifestazioni "Estate mazarese" del Comune. che i costumi, che sono stati disegnati da Angelo Villani e realizzati da Ro-salba D'Annibale, nonché le pettinature dei parrucchieri Coppola. La rappresentazione, che comprende danza, musica, poesia e costume, si svolgerà sul peschereccio "Capitan Ciccio", lo stesso che il 5 marzo del 1998 recuperò nel Canale di Sicilia la si statua in bronzo del Satiro. L'imbarcazione, ormeggiata sulla banchina di piazzale Giovan Battista Quinci, alla foce del Fiume Mazaro, farà da scenario e da contestuale palcoscenico allo spettacolo intitolato "Mazara d'a...mare", organizzato dall'associazione culturale "Moto perpetuo" e promosso dall'Assessorato comunale allo Sport, Turismo e Spettacolo. La manifestazione, ideata da Carla Favata, Maria Pia Sammartano e Angelo Villani, è un vero e proprio atto d'amore nei confronti della città, che ha acquisito una nuova luce dal punto di vista culturale a partire dal recupero del Satiro danzante. Non a caso lo spettacolo trae spunto proprio dalla scoperta della statua in bronzo. Nel corso della rappresentazione, che sarà arricchita dalla proiezione di diapositive e riprese subacquee, alle coreografie animate e gioiose dei ballerini della "Dance Works" di Mazara del Vallo si alterneranno momenti di riflessione e tragicità, come il canto lirico di un triste mare che porta le voci dei suoi naufraghi. "I movimenti gestuali - spiega Carla Favata, che ha curato la coreografia - sottolineano e rappresentano simbolicamente talvolta le valve di una conchiglia, talvolta le onde del mare, o le ali di uno stormo di gabbiani". "I testi dello spettacolo - aggiunge, invece, l'autrice Maria Pia Sammartano - raccontano la storia delle dominazioni che si sono succedute a Mazara, di ambienti, di simboli, del ritrovamento del Satiro, divenuto emblema della città". Grande rilevanza nello spettacolo avranno anche i costumi, che sono stati disegnati da Angelo Villani e realizzati da Ro-salba D'Annibale, nonché le pettinature dei parrucchieri Coppola.
Mariella Quinci

 

 

  2000
GIORNALE DI SICILIA
- Mazara e dintorni - anno 2000
PORTO. Banchina Quinci

Il ritrovamento del Satiro danzante, la statua di bronzo recuperata il 5 marzo di due anni fa nel Canale di Sicilia, diventa la parte centrale di uno spettacolo incentrato sulla storia e le tradizioni di Mazara del Vallo. La rappresentazione, intitolata "Mazara d'a...mare", sarà portata in scena lunedì prossimo, alle 21, sulla banchina di piazzale Giovan Battista Quinci, a Mazara. A fare da scenario, il peschereccio "Capi-tan Ciccio", lo stesso che recuperò il Satiro durante una battuta di pesca. Oltre a fare da suggestiva cornice, l'imbarcazione sarà utilizzata come un vero palcoscenico da attori, ballerini e indossatrici che impersoneranno essenzialmente fauna e flora marina, ma anche il fiume Mazaro, il peschereccio "Capitan Ciccio" e il Satiro danzante. "E' un omaggio alla nostra città, - spiega Carla Favata, ideatrice dello spettacolo insieme con Maria Pia Sammartano e Angelo Villani - Mazara per una sera sarà protagonista, la regina che mostra tutte le sue bellezze e le sue ricchezze. Con il titolo, volutamente "doppio", - continua - abbiamo voluto sottolineare la stretta connessione Mazara-ma-re, ma anche rivolgere un invito ad amare la città". Lo spettacolo, organizzato dall'associazione culturale "Moto perpetuo", sarà rappresentato prevalentemente da mazaresi che, nei rispettivi campi, hanno ottenuto ambiti riconoscimenti a livello nazionale, come il ballerino Peppe Quinci, che nello spettacolo sarà il Satiro. "Da una piattaforma - anticipa Carla Favata, che ha curato le coreografie dello spettacolo - si anima tra le reti aggrovigliate la figura del satiro, quasi volesse con la sua danza brillare di nuova luce, quella luce che il suo ritrovamento ha donato a Mazara del Vallo". E' un primo esperimento su come la statua bronzea potrebbe fare da traino a tutto l'apparato turistico nascente della città che fonda sulla pesca le proprie risorse principali di reddito. Grande fervore, dunque, per questo appuntamento.
Francesco Greco

 

 

  1999
Il Messaggero

Anno 1999

"La Mostellaria" plautina sbarca al Festival del Teatro Greco di Segesta


ROMA. - La Mostellaria, uno dei testi più divertenti del teatro plautino, sbarca al Festival del Teatro Greco di Segesta. Lo spettacolo è diretto da Ni-casio Anzelmo, aiuti alla regia: Massimo Vulcano (anche nel ruolo di Pina-cio, servo di Callidàmate) e Carla Favata. La compagnia è composta da quindici attori (molti giovanissimi), fra cui spicca anche il nome di Riccardo Garrone. Il debutto è fissato per il 19 agosto a Misterbianco (in provincia di Catania), poi la pièce si sposterà a Zafferana Etnea (il 21), alle Cave di Cusa (il 30) e a Mazzara del Vallo (il 31).La messa in scena rispetta la decisione dell'autore di assegnare come luogo deputato all'azione la Grecia, in questo caso Atene. È il Mediterraneo il protagonista nascosto di questa commedia e, intorno a esso, tutti i personaggi vivono la loro vita, come in una giungla con le sue leggi feroci.Uno dei fattori più interessanti in questo testo composto nel 188 a.c. è la recita che Tranio fa davanti al padrone per imbastire la storiella del fantasma: si tratta molto probabilmente del primo modello di teatro nel teatro presente in un classico.

 

 

  16 Dicembre 1992

 

 

  1988
GIORNALE DI SICILIA
- Cronache dello Spettacolo -
Anno 1988
La "Casina"a Mazara. L'irrangiungibile donna dì Plauto

MAZARA DEL VALLO. - La vittoria della donna sul maschio che si muove in mezzo a continui equivoci e pressappochismi per cui alla fine è costretto ad alzare la bandiera bianca della resa. Casina ("la ragazza del caso") di Plauto, Nicasio Anzelmo l'ha voluta così sottolineandone marcatamente ciò che si registrava anche nell'antica civiltà romana e cioè l'attribuzione di molti poteri alla moglie. La legge e la consuetudine la proteggevano. A lei spettava dirigere non solo la casa ma anche la sua economia. Il suo peso nella convivenza si rivelava determinante. Nel caso di questa commedia, portata sulle scene nello splendido spazio dell'ex convento dei gesuiti di Mazara, ora trasformato in centro polivalente di cultura, la vittoria è tutta sua, diremmo quasi ineluttabile. La trama è quella classica del teatro di Plauto. Casina è un personaggio che non appare mai in scena, ma di cui continuamente si parla e si mercanteggia e verso le cui grazie sono convogliati i desideri dei personaggi maschili, come i rancori di quelli femmi- nili. L'amore senile, in particolare, fornisce argomenti di risate di burla. Le astuzie per possedere la verginità della schiava piacente naufragano in una sconfitta penosa e irriducibile. Quando il vecchio padrone, interpretato magistralmente da Lombardo Fornara, crede di potere finalmente giacere con lei, trova al suo posto, travestito, uno schiavo irsuto e angoloso, a cui la padrona, interpretata da Giorgia Trasselli, aveva destinato, com'era giusto, la Casina. Ne è venuto fuori uno spettacolo fresco, vivace, con ritmi incalzanti con musiche che ne sottolineavano i vari passaggi. Un plauso agli attori, ormai collaudati su diversi palcoscenici italiani. Di Fornara e della Traselli abbiamo detto, ma sono da citare anche Gianluca Ferrato (Olimpione), Nicasio Anzelmo (Calino), Margherita Patti (Perdalisca), Elisabet-ta Tucci (Mirrina), Giovanni Santi (Alcesimo). I costumi erano di Paola Romoli Venturi realizzati da Angela Norrito, le coreografie di Carla Favata, l'allestimento di Vito Giacalone, l'organizzazione di Mauro Maltese.
Salvatore Giacalone

 

 

   
DIARIO DI UN VIAGGIO
- Carla Favata -
interpreta Kahlil Gibran

Sabato 3 Agosto a Mazara del Vallo si è celebrata la danza al femminile. Nella splendida Piazza della Repubblica dominata dalla millenaria ed imponente Cattedrale, Carla Favata, regista e coreografa, ha messo in scena l'Arco e la Spiga, regalando alla sua città momenti di danza, di musica, di poesia, momenti di eva-sione. La rappresentazione, liberamente tratta dal "Profeta di Kahlil Gibran", ha riscosso il plauso e l'apprezzamento del numeroso pubblico presente. Un cast di artisti di pregevole livello: Katiuska Falbo e il Corpo di ballo Dance Works prevalentemente al femminile con Virginia Gambino, Sabrina Vicari, Giorgia Surdi, Valentina Gennaro, Silvia Riggio, Laura Margitta, Peppe Quinci e Giuseppe Grasso; il Quartetto musicale "Immagini Sonore Ensemble" con Giuseppe Finocchiaro, Danilo Mascoli, Vincenzo Di Mauro e Antonio Di Francesco; costumi di Angela Gallare e musiche di Gabriele Denaro. Spettacolo gradevole, con coreografie affascinanti incastonate in uno spazio senza tempo; la ricchezza spettacolare realizzata dall'estro creativo di Carla Favata sembra fondersi, in una cromatica osmosi, con la cultura millenaria della sua città che da sempre è crocevia di antiche civiltà. Perché l'Arco e la Spiga? Lo scrive la regista nelle sue Note di regia: l'Arco e la Spiga porta sulla scena i sentimenti eterni del-l'uomo, l'amore, i figli, la gioia e il dolore, la parola, la libertà, il mangiare e il bere, la colpa e il castigo, la morte. La tensione dell'arco, ripetuta più volte, evoca un bersaglio, di raggiungimento dei nostri sogni e desideri. I respiri come soffi di vento generano il movimento... I versi di Gibran donano alla messa in scena un alone di magia e spiritualità Auguri Carla.

Livia La Rocca