LE TROIANE
di EURIPIDE
            
   

con
ALICE GIACALONE, VANESSA PECORARO,
VALERIA FALCONE, RAISSA GIAMETTA,
ANNA MARIA PAMPALONE,
NICO GIACALONE, ILENYA CANCEMI.
Costumi
ROSALBA D'ANNIBALE
Tecnico del suono
MARIKA DE VITA
Tecnico delle luci
EDOARDO DI STANIO
Tecnico dei microfoni
ERIKA MICELI
Musichei
LUDOVICO EINAUDI, GIOVANNI SOLLIMA
Regia e coreografie
CARLA FAVATA
  Menecmi - invito
 
ARTICOLO

NOTE DI REGIA

In questo allestimento della tragedia di Euripide "LeTroiane" la parola talvolta nella sua traduzione in lingua italiana talvolta in lingua greca regna con tutto il suo potere evocativo insieme alla danza mistica e dionisiaca. La forza evocativa del teatro-danza tratteggia nel coro movimenti strutturali precisi e simbolici, dando valore e spazio all'espressione coreutica. La musica dal vivo, attraverso le note di un pianoforte, regola i tempi e i modi, sottolineando personaggi e scene nell'intera tragedia: note tristi e tragiche, come per la notizia della morte di Astianatte, bizzarre e frivole, come durante l'entrata in scena di Elena. Il coro scioglie in musica il dolore dei resti di Troia, musicaèanche la sciagura che grida e danza tra le note oculate dell'opera. L'utilizzo di elementi scenici sottolinea e dona unicità alle scene; gli scialli talvolta si mutano in tende, talvolta in luogo dove sprigionare il pianto o diventano modo per coprirsi dalle ceneri della città in fiamme.
Ogni personaggio ha un suo linguaggio, perché diversa è la sua storia, il suo dolore e il suomodo di partecipare al fatto avvenuto, diversa la musica, la personalità, il carattere, diversi i movimenti scenici. Ecco che allora l'impegno dell'alunno-attore è stato quello di lavorare sul linguaggio del proprio personaggio, sull'azione scenica, sul movimento coreutico, cercando di capirlo, immaginarlo e soprattutto condividerlo all'interno dell' intera classe, creando un gioco di sinergie e complicità.
Questa ricerca del testo e del personaggio, questa lettura appassionata e m continuo divenire della tragedia ,ha creato un patrimonio fatto di idee, sensazioni ed emozioni che sono la forza di questo spettacolo che trova necessita' di condividere con un pubblico la sua realizzazione.

Carla Favata

 


La scelta è caduta su un'opera esteticamente sublime, che porta in scena la guerra, un tema di portata universale e di palpi tante attualità, oggi più che mai, per [e lacerazioni che arreca e il dibattito che suscita fra gli intellettuali e nell'opinione pubblica, nell'antichità classica come nell'età contemporanea. Partendo così dal lavoro in classe per una lettura "a tavolino" dell'opera, attraverso un approccio linguistico - filologico, siamo passati poi alla lettura integrale del testo in una traduzione attraverso cui noi studenti, immergendoci totalmente nella finzione scenica, abbiamo dato anima ai personaggi, facendoli rivivere, pur nell'effimero dell'evento.

Gli alunni delle classi ad Indirizzo Coreutico


LE TROIANE


Sulla squallida visione di Troia distrutta, abbandonata dagli dei al lutto e alla solitudine, si stagliano i drammi individuali delle cinque principesse di Troia destinate alla schiavitù: ECUBA, CASSANDRA, POLISSENA, ANDROMACA, ELENA; dal confronito tra questi drammi e dalle correlazioni tra i loro punti di vista e i loro destini, nasce una tragedia in cui l'azione si paralizza di fronte al dolore e allo sgomento per la sventura e i lutti causati dalla guerra e la voce femminile diventa, drammaticamente, la sola ed unica voce udibile.
Sul la scena non si produce alcun evento: tutto ciò che doveva compiersi si è già compiuto nell'antefatto e sulle ceneri di Troia non rimane che il pianto e la memoria delle donne e la sorte stabilita per ognuna di loro dai vincitori. Le donne di Troia, che sfilano dinanzi ai nostri occhi, sono vittime dolenti che non hanno più storia, esse raccontano e trasmettono il dolore dei vinti; destinate a vivere le ansie e i tormenti della sconfitta, costrette ad assistere senza potere nulla osare, sono figure strette dai lacci di un destino già scritto: la schiavitù, e non resta loro che sperimentare quanto dolore ancora debbano sopportare. ECUBA vive indirettamente, oltre al proprio, il dramma degli altri personaggi della tragedia, assurgendo a simbolo universale. POLISSENA è stara sacrificata sul la tomba di Achille.
Nell'accampamento si aggira CASSANDRA, in preda al delirio: profetessa incompresa ed inascoltata, possiede il dono divino della preveggenza e conosce in anticipo l'esito di ogni vicenda. A lei come ad Ecuba è affidata, dal poeta, una superiore comprensione: Ecuba e testimone della volubilità della sorte, Cassandra conosce il futuro dei vincitori di oggi, ne prevede la sorte, sa la vanità della loro esultanza per la vittoria, vede la prossima fine di Agamennone e i travagli che attendono Ulisse, sa che i carnefici di oggi sono le vittime di domani, sa di essere destinata a condividere la stessa morte del suo oppressore. Ad ANDROMACA , la devota sposa di Ettore, l'eroe più puro nel ricordo di tolte le guerre, sarà strappato dal seno, sotto i nostri occhi, il figlioletto Astianatte, destinato ad una morte orrenda. La bellezza di ELENA continuerà ad esercitare il suo fascino funesto: condannata a morte dal marito Menelao tornerà a governare al suo fianco. Rappresentate dalle loro compagne di oggi, le Troiane, sono per sempre la testimonianza dolorosa dell'irrimediabilmente perduto di fronte alla violenza che cancella il nome stesso della propria terra, della sapienza che nasce dalla disperazione, della vitalità di una presenza e di un comportamento quotidiano dentro alla Storia.
Per queste donne, sconfitte e perseguitate, la tragedia si scioglie nel rinascere di una speranza che ci appartiene: la donna, colta dalla grande poesia di Euripide, nell'intrecciarsi delle relazioni parentali e culturali, è la custode privilegiata della memoria, in grado di attivare una testimonianza rigeneratrice, pure quando la storia sembra sottrarre ogni possibilità di sopravvivenza.
Il CORO - un'amplificazione lirica dei sentimenti delle protagoniste - nella forma del canto, esprime la particolare interpretazione, carica di partecipazione sentimentale e di note patetiche, offerta agli eventi dalle donne troiane: nella guerra, un'ingiustizia senza appello, le donne riconoscono non i vincitori o i vinti, ma soltanto il dolore della perdita, della distanza, del rimpianto, al di là di qualunque schieramento militare e di qualunque contrapposizione geografica e Culturale.

Il Dirigente prof.ssa Maria Rosa Ampolilla